.::Dana O'Shee::.


Questo è solo il libro di una fanciulla dannata dal Bacio di una creatura della notte. Morta come Cantrice. Rinata come Prima.

Leonora De Vhair



.::Categorie::.



.::Il Tempo delle Fate::.




.::Ritagli di una vita::.


Fairy91



.::Commenti::.


AnnelysBlack in Sono rientrata da po...



.::Archivio::.


oggi
ottobre 2006


.::Creature Affini::.


La Voce del Lago


.::Portami con Te::.




.:: Sono passati di qui::.


*loading*


.::Crediti::.


Immagine del Template © Linda Bergkvist
Elaborazione Grafica by BlackRomance
Distribuito da



Blog Host & Source by Splinder







La notte vibrerà di paura e piacere quando si udirà il nome dei De Vhair sulle bocche di tutti i Primi...

domenica, 22 ottobre 2006



Sono rientrata da poco dalla mia solita passeggiata notturna. Il mio Signore si è chiuso nuovamente nel suo studio, chino sulle carte imprecise e antiche in cui si cela un segreto di cui non mi vuole ancora mettere a conoscenza.
Che silenzio. Detesto quando si allontana da me, quando si isola in quella stanza in cui non posso raggiungerlo. Odio quando i suoi occhi non sono concentrati esclusivamente su di me. Ma che posso fare? Non è giusto obbligarlo a pensare solo a me che, in fondo, non sono nulla di così vitale per la nostra Famiglia.
Forse è solo per spezzare la noiosa monotonia in cui il maniero è sprofondato che mi è balzata alla mente l'idea di questo diario, difeso da sguardi indiscreti con gli stessi incanti che ho trovato sull'antico tomo che parla della nostra razza: i Primi.
E' forse troppo arrogante che una faciulla rinata da così poco tempo alle gioie della notte si perda a scrivere le sue memorie? Non lo so, e ammetto che non m'interessa.
Ho bisogno di mettere ordine nei miei pensieri e questo, scrivere immersa nel silenzio della nostra camera da letto, è il migliore che conosco.

Quanto tempo è passato dalla notte in cui sono rinata? E' un po' che ci ripenso, ma senza risultato. Le notti si sono susseguite l'una dietro l'altra senza mutare nulla in me o nel mio Signore, facendomi però cambiare dentro, nell'anima. Mi sento così diversa, così... viva.
Che controsenso! Una Prima che si sente viva! Una vampira che si sente viva... Grottesco, decisamente. Questo però non muta le mie sensazioni. E' così che mi sento. VIVA. Come mai mi sono sentita prima.

Sono stata quasi tutta la notte in giardino, avvolta dal profumo pungente delle nostre rose. Amo quel luogo. Quella panchina di pietra completamente circondata dagli alti cespugli e dalla loro morbida fragranza. E' il mio ultimo ricordo come Mortale e il mio primo ricordo come vampira. Ricordo il profumo delle rose e l'abbraccio sempre più forte e caldo del mio amato. E il torpore che, lentamente, il suo morso mi faceva scivolare verso l'incoscenza.
Stanotte ho trovato una civetta bianca su quella panca. Per un istante ho pensato che fosse Lui, che mi volesse fare una sorpresa. Invece era solo una semplice civetta. Aveva un qualcosa di maestoso e orgoglioso nel modo in cui spostava il capo piumato, con quegli inquietanti occhi gialli... Potevo resistere alla tentazione di crearne una anch'io? No, certo. A quello ancora non so resistere. Così ho cantato, dando forma ad una seconda civetta, più piccola e dai contorni sfumati tipici delle illusioni. L'ho fatta volare insieme a quella reale, gioendo per il loro spettrale modo di muoverso, di sfruttare le invisibili correnti che percorrono il cielo.

Per un momento ho desiderato anch'io alzarmi in volo e andarmene.

A Caccia. Comincio ad avere appetito...



Vergato da Leonora de Vhair
alle 18:38

commenti (1)

 

- PAGER -


© BlackRomance'S Graphics